Gli aumenti passati inosservati
Un fornitore aggiunge qualche punto percentuale senza dirlo. Su un prodotto ordinato ogni settimana ci vogliono mesi per accorgersene, e ormai è tardi per contestare.
Gestione delle fatture fornitori
Ricevere, verificare, approvare, archiviare, pagare, ritrovare. Sei gesti ripetuti su ogni fattura, che nessuno ha voglia di fare e che tutti finiscono per fare male. Ecco come regge il processo quando lo si organizza, e dove uno strumento serve davvero.
Raramente un disastro visibile. Più spesso una somma di piccole perdite che nessuno misura.
Un fornitore aggiunge qualche punto percentuale senza dirlo. Su un prodotto ordinato ogni settimana ci vogliono mesi per accorgersene, e ormai è tardi per contestare.
Fatturato più del consegnato, una riga addebitata due volte, uno sconto dimenticato, una nota di credito mai dedotta. Sono euro, non principi.
Ritrovare la fattura di un cantiere sei mesi dopo, o il documento che chiede il commercialista, occupa più persone di quanto si ammetta.
Uno sconto ottenuto a gennaio non è sempre quello fatturato a marzo. Senza controllo riga per riga, la trattativa non è servita a nulla.
Ogni fase ha il suo punto critico abituale. Nominarli mostra dove va davvero il tempo.
Le fatture arrivano per mail, a mano in cantiere, o in una casella che nessuno svuota.
Un indirizzo dedicato dove fornitori e collaboratori mandano tutto, e una foto col telefono che vale come caricamento.
Qualcuno ricopia fornitore, data, importi, a volte le righe.
I dati escono da soli dal documento, fino al dettaglio delle righe.
La fase che si salta quando si ha fretta, cioè sempre.
Gli scostamenti dal prezzo precedente e da quello concordato vengono segnalati, non cercati.
Il benestare resta su una scrivania o dentro una conversazione.
L'approvazione avviene a schermo, con il documento originale accanto.
Una cartella al mese, o peggio, una casella di posta.
Tutto archiviato e ricercabile in testo pieno: un codice, un numero di bolla, il nome di un cantiere.
I numeri restano dentro i documenti e non servono mai.
Prezzi medi, andamenti, confronto tra fornitori ed esportazione verso la contabilità.
Quattro domande da porre a qualunque fornitore di software, noi compresi.
Molti strumenti si fermano all'intestazione e al totale. Senza il dettaglio delle righe nessun controllo dei prezzi è possibile.
Se sì, il costo vero non è l'abbonamento, è il tempo di configurazione a ogni nuovo fornitore.
La risposta giusta non è «non sbaglia mai». È rendere l'errore visibile e veloce da correggere.
Hosting, cifratura e soprattutto esportazione: le tue fatture devono poter uscire con la stessa facilità con cui sono entrate.
Conta meno il volume della ripetizione: appena lo stesso prodotto torna dallo stesso fornitore, seguire i prezzi rende. Una trentina di documenti al mese bastano ampiamente per vederlo.
No. La maggior parte dei nostri utenti lavora con uno studio esterno, che riceve dati puliti invece di una pila di PDF.
Sì. Nulla obbliga i fornitori a cambiare qualcosa, e le esportazioni continuano ad alimentare il software contabile che già usi.
Ruoli e sedi sono gestiti, ognuno vede ciò che lo riguarda, e le correzioni di uno servono alle importazioni degli altri.
Importa le fatture che hai già ricevuto: i prezzi compaiono subito.